PADABYANGAM – Il Massaggio del piede secondo l’India

I piedi non solo costituiscono la base del nostro corpo fisico ma generano un rapporto simbiotico, empatico e spirituale fra l’uomo e madre terra, aggrappandolo indissolubilmente ad essa.

Se paragonassimo l’essere umano ad un seme che cresce e si trasforma in albero, i piedi ne costituirebbero le radici: ci ancorano alla nostra origine ancestrale e ci permettono di estrarre nutrimento dalla terra.

Pensiamo quanto è ritemprante e rilassante camminare a piedi nudi su un prato fiorito o sull’arena di una spiaggia e ai benefici che queste attività comportano.

La funzione dei piedi si esprime sul piano energetico, grazie alla loro forma e alla posizione in cui si trovano, costantemente a contatto con il suolo.

Ciò permette al corpo di scaricare le tensioni negative a terra liberandolo da un’eccedenza elettromagnetica che intasa i meridiani corporei: l’Ayurveda li chiama Nadi e due canali principali Ida e Pingala corrono dal capo ai piedi.

Possiamo provare, in un momento di forte tensione emotiva di rabbia, a metterci a piedi scalzi sul terreno: ritroveremo nel giro di pochi istanti maggior pace e serenità, mentre il terreno sotto i nostri piedi si sarà scaldato: per l’India vuol dire che la terra ha catturato Rajas, l’emotività propulsiva in eccesso, sotto forma di campo magnetico.

QUALE OLIO UTILIZZARE PER QUEST’ALTRA PRATICA DI RIFLESSOLOGIA?

Per eseguire il massaggio si usano diversi tipi di oli a seconda della patologia da trattare.

Possiamo utilizzare l’olio di cocco e il ghee per i casi di rabbia e ansia. Oppure un olio che pacifica Vata come Dhanwantharam* può essere utilizzato per calmare la mente e pacificare l’intestino, mente per un’azione riscaldante ed emolliente è indicato l’olio Kottamchukkadi*.

In ogni caso l’olio, anche se neutro come quello di sesamo, deve sempre essere scaldato a bagnomaria e portato ad un temperatura di 36 gradi.

 

LA PRATICA DELL’AUTOMASSAGGIO

  1. LA FRIZIONE – Dopo aver effettuato un pediluvio con acqua fredda in estate e calda in inverno, con aggiunta di un cucchiaino di zenzero e due di bicarbonato, asciughiamo i piedi e li battiamo a terra alternativamente ed in maniera dolce. Usando uno o due cucchiai di olio procediamo alla frizione del piede partendo da 20 cm sopra la caviglia. In questo modo agevoliamo la circolazione sanguigna, il rilassamento del muscolo ed il riequilibro del sistema dei tri-dosha: Kapha posizione sul tallone, Vata nel centro del piede e Pitta,.
  2. MASSAGGIARE LA PIANTA – Strisciamo le nocche della mano a pugno chiuso sulla pianta del piede. Poi proseguiamo afferrando il piede con ambo le mani: eseguiamo dei cerchi su tutta la pianta passando con cura sulle ossa del metatarso.
  3. OCCUPIAMOCI DELLE DITA – Prima le tiriamo energeticamente, poi frizionandole una alla volta ed infine facendo scorrere un dito passato tra le falangi.
  4. DIGITOPRESSIONE CON IL POLLICE – Si parte dall’alluce e, premendo con il pollice, scendiamo fino al tallone. Facciamo lo stesso con le altre dita. La pressione deve essere lenta ma profonda.
  5. MUNGITURA DEL PIEDE – Terminata la precedente manipolazione, passiamo alla “mungitura del piede”. Si esegue afferrando la caviglia con una mano e premendo vigorosamente con l’altra. mentre premiamo scivoliamo con le mani del tallone verso le dita dei piedi. ripetiamo più volte.
  6. UN MOMENTO COMFORT – A questo punto si deve acquietare il piede con degli accarezzamenti dolci.
  7. LA TERAPIA VERA E PROPRIA – Ultima fase per cui è bene rivolgersi ad un esperto prevede la stimolazione di punti riflessi collegati ad organi o tessuti dolenti. Come pratica del benessere , però, è più che sufficiente eseguire solo i primi sei punti.

*Il nome stesso di questo olio ne esprime la forza, la purezza e la straordinaria versatilità. Il suo nome è legato a Dhanwantari il Dio della Medicina Ayurvedica che, come rappresentante di tutte le potenzialità terapeutiche, reca in sé tutti i simboli legati alla salute.Dalla più pura tradizione ayurvedica, Dhanwantharam è uno dei più famosi e classici Taila, la cui origine e formulazione sono rintracciabili negli antichi testi dell’Ayurveda. (ref. Ashtanga Hridaya).  In una naturale e pura base di olio di Sesamo vengono veicolate attraverso elaborate e lunghe cotture, effettuate ancora oggi con metodi tradizionali, le proprietà di ben 32 tra pregiate erbe e sostanze minerali.
*Dalla pura tradizione, Kottamchukkadi Taila è un classico olio ayurvedico, la cui origine e formulazione sono rintracciabili nel famoso testo Sahasrayogam.E’ un olio unico e particolare poiché pacifica i dosha Vata e Kapha che, presentando qualità ed aspetti diversi ed anche opposti nelle loro espressioni e manifestazioni, quando si incontrano e scambiano possono dar luogo a squilibri di varia natura e non di sempre facile risoluzione. Kottamchukkadi Taila presenta un’interessante miscela a base di otto erbe, la maggior presenza è data dal Tamarindus indica, pianta ben conosciuta ed apprezzata per le sue qualità che pacificano i dosha Vata e Kapha viziati. Kottamchukkadi Taila ha un profumo intenso e molto particolare, la sua consistenza è morbida e persistente, piacevolissimo al tatto viene ben assorbito dalla pelle e raggiunge velocemente tutti i Dhatu.